Una fettina di girello conteneva nel
1996 circa 2,8 g/100 gr, scesi nel 2007, secondo dati Inran, a
1,1, mentre un filetto nel 1996 aveva mediamente 5 g/100 gr di
grassi e nel 2007 appena 2,2. La composizione nutrizionale della
carne bovina e' oggi profondamente cambiata, soprattutto con
riferimento al contenuto in grasso che e' quasi dimezzato,
grazie a sistemi di alimentazione degli animali sempre piu'
controllati e a sistemi di allevamento improntati al massimo
rispetto del benessere degli animali.
La carne bovina risulta cosi' un prodotto ancora piu' magro ed
in grado di rispondere alle moderne esigenze nutrizionali; e' al
passo coi tempi dunque secondo quanto emerso dai dati
scientifici presentati al convegno 'Beef Quality tra percezione
e realtà: la qualità delle carni bovine a 360 gradi' organizzato
da Assocarni, Eblex ed Eurocarni, oggi a Roma.
In Italia, ha stimato Marco Guerrieri della catena
distributiva Coop Italia, il mercato della carne vale oltre 12
miliardi di euro (nel 2010), e la distribuzione moderna incide
per il 58%. C'e' una flessione strutturale dei consumi, che si
sono spostati verso le carni bianche. Ma sulle bovine,
nonostante la crisi economica, risulta forte la domanda di
qualita' e di collegamento col territorio, al punto che prodotti
premium come la scottona, la chianina, la razza piemontese o
romagnola rappresentano, per Coop, ormai il 27% delle vendite,
in crescita rispetto alle quote di offerte basic come vitello
(20%) e vitellone (53%).
Recenti studi hanno evidenziato vantaggi per la salute legati
al consumo di carne bovina ''in termini di controllo del peso'',
- ha sottolineato poi Franca Marangoni, della ricerca per
Nutrition Foundation of Italy, ''attribuibili sia alla bassa
densità energetica dell'alimento in sé, sia agli effetti sul
senso di sazietà e sulla regolazione dei meccanismi della fame e
dell'appetito. Inoltre - ha continuato Marangoni - all'aumento
dei livelli di assunzione di proteine corrisponde la riduzione
del consumo di grassi che, associato alla restrizione calorica,
può rappresentare una strategia efficace nella prevenzione di
molte alterazioni del metabolismo, diabete compreso secondo
metanalisi, tipiche delle societa' evolute''.
La carne bovina, anche per il ferro che contiene, ''e'
insostituibile soprattutto nella prima infanzia'' ha affermato
l'ex esperto Iss Agostino Macri' in rappresentanza dell'Unione
Nazionale Consumatori (Unc). ''Consumiamo in un anno globalmente
alimenti per 700Kg, di cui circa 24kg sono di carne bovina.
Molto importante e' la gestione della carne nella cottura e
nella trasformazione. Questo alimento e' anche importante per
l'apporto di proteine e vitamina B12, ma andrebbe evitato in
caso di patologie renali e gotta. L'Ue fu costretta a rivedere
claim nutrizionali per mancanza di trasparenza in etichetta.
Soddisfacenti ora - secondo Unc - le informazioni sulle carne
bovina fresca ma per gli alimenti trasformati le informazioni
andrebbero integrate, valorizzando comunque il positivo ruolo di
questi erbivori e del mondo dell'allevamento in genere sulla
gestione territoriale''.