La dieta vegetariana presenta tuttavia il rischio di carenze
nell'apporto di particolari nutrienti, criticità che Maffeis spiega così
all'Adnkronos Salute: "Sottolineo che tutti i potenziali benefici della
dieta vegetariana, anche e soprattutto nell'infanzia, si neutralizzano
se questo tipo di alimentazione non garantisce un adeguato apporto di
tutti i principi nutritivi. Per questa ragione ribadisco il mio no alle
diete 'fai da te', a maggior ragione se si tratta di regimi vegetariani,
che espongono un po' di più al rischio di insufficienze nutritive o
caloriche. Una buona dieta vegetariana, insomma, andrebbe sempre
studiata e bilanciata affidandosi alle cure di un pediatra esperto in
nutrizione".
Sorge così la necessità di sensibilizzare sull'argomento, ancor
prima dei genitori, gli stessi pediatri. "Scopo del nostro convegno è
proprio quello di fornire informazioni aggiornate sulla dieta verde nell'età della crescita.
Mostreremo agli specialisti che i possibili rischi della dieta
vegetariana, i quali peraltro interessano quasi esclusivamente i bambini
che adottano una dieta vegana - e quindi non i cosiddetti lacto-ovo
vegetariani - potrebbero riguardare, semmai, la carenza di alcuni
nutrienti specifici, ad esempio sali minerali e qualche vitamina.
Elementi, questi, che possono comunque essere agevolmente reintrodotti, a
mezzo di specifici integratori, su consiglio del pediatra, il quale -
non si stanca di ribadire Maffeis - deve seguire scrupolosamente la
dieta del bambino, a maggior ragione se vegano".
Ferma restando la raccomandazione di affidarsi sempre ad uno
specialista, allora, ecco i potenziali vantaggi di una corretta dieta
vegetariana, secondo l'esperto: "Il 30% dei nostri bimbi è oggi in sovrappeso, e 1 su 10 addirittura obeso.
Questi gravi problemi alimentari derivano da un apporto calorico
eccessivo, il quale peraltro, al contrario di quel che si potrebbe
pensare, espone comunque a carenze di alcuni nutrienti. Quantità,
infatti, non significa anche qualità, e cioè equilibrio e varietà di
elementi nutritivi".
"La dieta vegetariana, garantendo a parità di volume di cibo
ingerito un minore apporto calorico, può assicurare l'assunzione di
tutti i nutrienti necessari, e contribuire al contempo all’abbattimento
dei rischi di sovrappeso e obesità".
"Vegetariani si può, vegetariani si deve. Anche da bambini". Parola di Umberto Veronesi. L'oncologo, paladino della dieta verde, promuove il trend che vede un aumento dei piccoli italiani allevati 'a carne zero'.
Rispetto ai coetanei onnivori "sono più sani, hanno un quoziente
intellettivo almeno equivalente e si ammalano di meno già all'asilo,
perché hanno difese immunitarie migliori". Senza contare che "crescono
più magri". I vegetariani "pesano in media circa il 10% in meno",
ricorda lo scienziato, e 'dribblano' così le patologie legate ai chili
di troppo come il diabete. Chi rinuncia a mettere gli animali nel piatto
è "dal 20% all'80% più protetto dalle malattie cardiovascolari, il 40%
più protetto dal cancro e dal 20% al 60% più protetto
dall'ipertensione".
Dopo il via libera alla dieta vegetariana anche nei piccoli, che
arriva dai pediatri riuniti a Verona per il convegno 'Nutrizione,
metabolismo e diabete nel bambino e nell'adolescente', Veronesi ricorda
all'Adnkronos Salute i concetti contenuti nel suo ultimo libro 'Verso la
scelta vegetariana' (Giunti editore), scritto a 4 mani con il
giornalista Mario Pappagallo. "E' nell'infanzia che si acquisiscono gli
stili che poi ci accompagneranno per tutta la vita - spiega l'ex
ministro della Sanità - Quindi educare i nostri bambini a mangiare in
modo sano equivale a dotarli di una difesa fondamentale e duratura
contro molte malattie".
In molti, anche fra gli 'adepti' della dieta vegetariana che
diventano genitori, si domandano se sia giusto eliminare la carne
dall'alimentazione dei bimbi. Temono che alcune sostanze contenute nella
dieta carnivora siano indispensabili per la crescita. Certo "è una
paura comprensibile - ammette Veronesi - ma infondata".
"I bambini vegetariani, oltre a essere più sani, non sono affatto
penalizzati rispetto ai loro coetanei onnivori", garantisce Veronesi,
sulla base delle ricerche condotte sul tema. "Alcuni studi hanno
osservato che i bambini vegani, che mangiano solo cibi vegetali, all'età
di 10 anni sono circa 2,5 centimetri più bassi e da 2 a 4 chili più
leggeri rispetto ai bambini onnivori - precisa - ma raggiungono questi
ultimi al compimento del ventesimo anno. D'altra parte, la crescita
sempre più veloce dei bambini onnivori non è salutare", avverte
l'oncologo.
"La tipica dieta americana, ricca di carne e povera di altri alimenti - ricorda - produce nei bambini un accumulo di ormoni sessuali che li portano ad anticipare sempre di più la maturazione sessuale,
addirittura all'età di 8 anni. Le ragazze vegetariane invece hanno in
genere le prime mestruazioni più tardi rispetto alle onnivore, e questo
in età adulta è un fattore di protezione contro cancro". Dal mondo
vegetale, dunque, "è possibile trarre una dieta ricca e variata capace
di far crescere i bambini sani e robusti". E "se i dubbi permangono,
invece che rinunciare" a educare i piccoli alla dieta verde, "è meglio consultare un nutrizionista esperto in vegetarianesimo".
In generale, continua Veronesi, "una delle regole da osservare per
una corretta alimentazione vegetariana nei bambini è quella di
prediligere pane e pasta integrali, e verdura fresca invece che in
scatola". Inoltre, "i lattanti che mangiano già cibi solidi dovrebbero
continuare a bere il latte materno, o in alternativa latte artificiale
per neonati a base di soia". E ancora: "Poiché lo stomaco dei bambini
sotto i 10 anni è piccolo, solo un terzo della dieta quotidiana dovrebbe
essere costituito da alimenti ad alto contenuto di fibre e di acqua
(come il sedano o le mele), mentre altri alimenti ricchi di sostanze
nutritive (come passati di legumi, avocado, avena e frutta secca)
dovrebbero costituire almeno la metà della loro dieta. Un'altra
accortezza è non sostituire la carne con troppe uova e formaggi, perché un eccesso di grassi saturi è dannoso per la salute". E poi "troppi latticini possono impedire l'assorbimento del ferro".
"Nei bambini più grandi e negli adolescenti non bisogna poi
trascurare l'aspetto psicologico", consiglia Veronesi. Se la dieta
vegetariana non si insegna subito, ma nel corso degli anni, allora "il
bambino dovrebbe poter passare da un'alimentazione onnivora al
vegetarianesimo con naturalezza. Si può cominciare con il ridurre le
porzioni di carne, oppure si può far provare al bimbo la dieta
vegetariana per una settimana o due e vedere se la apprezza. Per attenuare la 'nostalgia della carne' esistono in commercio alimenti che le assomigliano
(per esempio hamburger di soia, hot-dog di tofu e fettine di seitan, un
prodotto del grano). Inoltre ci sono molti piatti appetitosi come le
lasagne di magro o la pasta alla marinara, che sostituiscono
efficacemente gli analoghi conditi con il ragù".
Infine, se la 'conversione' scatta in un teenager, "è anche
importante verificare le motivazioni personali che inducono un ragazzo a
optare per il vegetarianesimo. Alcuni, per esempio, potrebbero usare la
scusa della scelta vegetariana per coprire un disordine alimentare. La scelta vegetariana, soprattutto nei giovanissimi, ha un forte valenza etica e
come tutte le scelte etiche - raccomanda lo scienziato - deve avere
radici solide nella consapevolezza e lucidità di pensiero".
Nel suo libro Veronesi inserisce anche una tabella espressamente
dedicata ai genitori che allevano i figli secondo una dieta vegetariana.
Mamma e papà dovrebbero assicurarsi di fornire dosi di olio di semi di
lino o di semi di cartamo adeguate all'età, come pure di calcio sotto
forma di bevande arricchite o latticini; minerali in traccia e vitamine
del gruppo B (una porzione al giorno di verdure a foglia verde, una di
verdure a radice e una di funghi 3 volte a settimana); dai 5 anni in
avanti si suggerisce un cucchiaio di lievito alimentare in scaglie 3
volte alla settimana; integrazioni ad hoc di vitamina B12 e, per un
pieno di vitamina D, 'pillole di sole': bastano "20 minuti di luce
solare al giorno 3 volte alla settimana sulla faccia e sulle mani, o 10
microgrammi al giorno".