Caro gasolio innanzitutto, ma anche i nuovi adempimenti comunitari
sulla patente a punti, il nuovo regime sui controlli, la revisione delle
norme sulla pesca nel Mediterraneo. Sono molti i motivi che hanno
scatenato oggi la protesta dei pescatori
provenienti da varie marinerie d'Italia davanti all'ingresso della
Camera dei Deputati. Manifestazione che ha vissuto diversi momenti di
tensione culminati in uno scontro fra gli stessi manifestanti e le forze
dell'ordine.
Insostenibile il prezzo dei carburanti per le imprese
Il principale motivo di malcontento è il caro gasolio con la
continua escalation delle quotazioni che ha portato ormai i prezzi del
carburante su livelli insostenibili per le imprese. Su questo fronte la
principale rivendicazione avanzata dai rappresentanti dei pescatori è
l'esclusione dell'Iva per i carburanti destinati ai pescherecci. Una
richiesta ribadita, fra l'altro, in un incontro che si è tenuto sempre a
Montecitorio fra i rappresentanti delle organizzazioni dei pescatori
(Acgi pesca, Federcoopesca e Lega Pesca) e i vertici dell'Udc.
Da domani aliquota Iva più bassa
Una prima risposta è arrivata in serata con l'indicazione fornita
dal ministero dell'Economia all'interrogazione parlamentare presentata
dal deputato Elvira Savino (Pdl). A partire dal 17 gennaio infatti e in
via precauzionale era stata applicata l'aliquota Iva più elevata e pari
al 21% invece del previsto 10%. «Da domani però – ha chiarito il
presidente di Federcoopesca, Massimo Coccia – i pescatori torneranno a
non pagare l'Iva sul carburante. Le imbarcazioni con 180 giornate annue
di pesca e circa 12 ore medie di attività giornaliera risparmieranno
così tra i 18mila e i 43mila euro l'anno».
Giannini (Federpesca): in Italia il prezzo del gasolio più elevato d'Italia
Una prima boccata d'ossigeno quindi anche se il nodo carburanti non
può certo dirsi sciolto. «In Italia si registra il prezzo del gasolio
più elevato d'Europa – ha detto il direttore generale di Federpesca
(l'organizzazione delle imprese armatoriali italiane), Luigi Giannini –
per via di un sistema distributivo fortemente bloccato. Occorre
intervenire sul fronte energetico ma non solo. Bisogna anche
semplificare i molteplici adempimenti burocratici, spesso di origine
comunitaria, che si traducono in veri e propri oneri impropri riservati
solo alle nostre imprese che finiscono così per scontare un deficit di
competitività nei confronti degli operatori extracomunitari che non sono
tenuti a rispettare regole analoghe».
Preoccupa applicazione del Regolamento Ue sui controlli
L'ultima ondata di obblighi è legata all'applicazione del
Regolamento Ue sui controlli, che segue quello sulle Misure tecniche
della pesca nel Mediterraneo. «Regolamenti che prevedono fra l'altro –
continua Giannini – l'istituzione della licenza di pesca a punti e
l'installazione di un nuovo, ennesimo, apparato satellitare di controllo
(precisamente il log book elettronico dopo la blue-box che già molte
polemiche aveva sollevato nel recente passato ndr). Comprendiamo che si
tratti di adempimenti comunitari che vanno osservati ma dobbiamo anche
tutelare la competitività delle nostre imprese magari prevedendo norme
applicative che attenuino il peso economico e l'impatto
sull'operatività». Tutti argomenti che saranno al centro dell'assemblea
di Federpesca in programma a Roma il prossimo 27 gennaio.
Sotto accusa il sistema della patente a punti
I nuovi adempimenti burocratici previsti dalle norme comunitarie
sono constestati anche dal mondo delle cooperative dei pescatori. Sotto
accusa è ad esempio l'introduzione del sistema della "patente a punti"
(che entra in vigore quest'anno) che può portare alla sospensione della
patente e allo stop forzato del peschereccio che non rispetta i
quantitativi di catture assegnati nel quadro della propria licenza di
pesca. In particolare proprio contro il nuovo sistema dei controlli
(previsto dal regolamento 1224/2009) Federcoopesca ha presentato un
ricorso al Tribunale di primo grado il cui esito è atteso per la
prossima primavera. Sette le motivazioni, che spaziano dagli eccessivi
oneri burocratici alle super sanzioni per le infrazioni, alla base del
ricorso. «Si tratta di norme – si legge in una nota di Federcoopesca –
che giudichiamo troppo onerose per gli operatori, difficilmente
applicabili e limitative della libertà di impresa.