Da Il Sole 24 ore: Spesa quotidiana sotto tiro. Prezzi in crescita del 3,6 per cento
Continua la marcia, lenta, all'insù dell'inflazione. Ma sulla spesa quotidiana la tensione dei prezzi ha raggiunto livelli che non si toccavano da anni.
Secondo l'Istat, in agosto, l'indice nazionale dei prezzi al consumo
per l'intera collettività (Nic), comprensivo dei tabacchi, ha registrato
un aumento dello 0,3% rispetto al mese precedente e del 2,8% nei
confronti di un anno fa (dal 2,7% dello scorso luglio). Il massimo da
ottobre 2008.
Preoccupa tuttavia la corsa dei prezzi sui prodotti
acquistati con maggiore frequenza dalle famiglie, cioè quelli che, alla
fine, incidono di più sulle nostre tasche: +3,6% in agosto dal 3,4% di
luglio. Ciò significa che la media della spesa quotidiana di alimentari e
bevande, dei tabacchi e degli esborsi per trasporti (anche marittimi),
benzina, giornali e affitto della casa è aumentata di circa un punto in
più rispetto alla media generale. In dettaglio, all'interno del carrello
alimentari, bevande e ristorazione mantengono un trend di rialzo
moderato; giornali e tabacchi accelerano ma i carburanti schizzano al
rialzo.
Le città più calde sono risultate Aosta (+4,2%) e
Bari (+3,6%), quelle più fredde Ancona e Palermo (per entrambe +2,2%).
In generale, l'inflazione acquisita per il 2011 è pari al 2,6 per cento.
Dai
dati Istat sull'inflazione emerge un calo delle quotazioni degli
alimentari non lavorati dello 0,6 per cento. Ciò è dovuto principalmente
al calo dei prezzi della frutta fresca (-2,9% su base congiunturale) e
di ortaggi e verdure (-2,5%).
Confagricoltura sottolinea che se «i
prezzi degli alimenti freschi diminuiscano è una buona notizia per i
consumatori, in un momento di grandi difficoltà per l'economia e le
famiglie».
«Questa è la prova – aggiunge Cesare Ponti, titolare dell'omonimo
gruppo delle conserve alimentari – che il food, nonostante le tensioni
sulle materie prime, è riuscito ad ammortizzare gli aumenti sia con la
ricerca di una maggiore efficienza sia assorbendoli all'interno.
Peraltro abbiamo assorbito anche le impennate dei prezzi dei carburanti e
dei servizi».
La Confederazione italiana agricoltori rileva che,
nonostante il caro-energia «i prezzi dei generi alimentari continuano a
raffreddarsi. Ma ciò non basta a far ripartire i consumi a tavola. Anzi
l'aumento di un punto percentuale dell'Iva non farà che peggiorare la
situazione, portando l'inflazione alle stelle e deprimendo ulteriormente
i consumi delle famiglie».
Anche per Coldiretti l'aumento di un punto percentuale dell'Iva
provocherà un'impennata dell'inflazione in autunno: «L'aumento
riguarderà anche la benzina, il cui prezzo è già intorno ai massimi, ed
avrà pesanti conseguenze sulla competitività delle imprese». In un
paese, secondo Coldiretti, dove l'86% dei trasporti commerciali avviene
su gomma l'aumento dei carburanti pesa notevolmente sui costi della
logistica e sul prezzo finale di vendita dei prodotti. Ogni pasto
percorre in media quasi 2mila chilometri prima di raggiungere le tavole e
tutti i mezzi di trasporto hanno subìto rincari: aerei passeggeri
+5,1%, marittimi acque interne +61,4%, ferroviari passeggeri +9,7%.
Emblematico il balzo dei prezzi dei traghetti verso la Sardegna che ha
innescato un'indagine dell'Antitrust
Tornando alle rilevazioni Istat, l'inflazione di fondo, calcolata al
netto di beni energetici e alimentari freschi, sale al 2,2% con una
accelerazione di un decimo di punto percentuale rispetto a luglio
(+2,1%). Al netto dei soli beni energetici, il tasso di crescita
tendenziale dell'indice dei prezzi al consumo si stabilizza al 2,1 per
cento.
Ma quale sarà l'inflazione nei prossimi mesi? «Il ritocco
dell'Iva – conclude Ponti – non aiuta, ma credo che la debolezza dei
consumi, nei settori a libera concorrenza, tenderà a raffreddare
l'inflazione alimentata dai carburanti e dai settori dell'oligopolio».